Dopo l'ottimo esordio con "Ballo a tre passi" e l'epica "regionale" dell'opera seconda Sonetàula, Salvatore Mereu torna a parlare della sua Sardegna spostandosi dall'entroterra dell'isola, ancora legata a una vita rurale e a tradizioni ancestrali che la modernità ha scalfito solo in parte, alla realtà metropolitana, nella fattispecie raccontando la periferia cagliaritana attraverso le storie di un gruppo di studenti di una scuola media.
Tajabone è un'opera particolare sin dalla sua concezione; nato da un seminario di cinema che Mereu ha tenuto in due quartieri popolari di Cagliari, Sant'Elia e San Michele, si è sviluppato in corso d'opera in un cortometraggio a soggetto.
Il film è pertanto composto da una fitta serie di microvicende che si intrecciano all'interno della classe di una scuola media ad alto tasso di multiculturalità.
Presentato alle 67^ Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia, Tajabòne, si colloca in una posizione di tutto rispetto nel panorama del cinema italiano.
Sarà lo stesso Mereu a presentarlo in prima assoluta durante SU PRUGADORIU.